Marco 4:1-14 21:41
1 Poi prese di nuovo ad insegnare in riva al mare; e una gran folla si radunò intorno a lui, tanto che egli, salito su una barca, vi sedeva stando in mare, mentre l’intera folla era a terra lungo la riva. 2 Ed egli insegnava loro molte cose in parabole, e diceva loro nel suo insegnamento: 3 «Ascoltate! Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4 Or avvenne che mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada e gli uccelli del cielo vennero e la mangiarono. 5 Un’altra cadde in luoghi rocciosi dove non c’era molta terra e subito spuntò, perché non c’era un terreno profondo. 6 Ma quando si levò il sole fu riarsa; e poiché non aveva radice si seccò. 7 Un’altra cadde tra le spine; le spine crebb ero, la soffocarono e non diede frutto. 8 Un’altra cadde in buona terra e portò frutto che crebbe, e si sviluppò tanto da rendere l’uno trenta, l’altro sessanta e l’altro cento». 9 Poi egli disse loro: «Chi ha orecchi da udire, oda!». 10 Ora, quando egli fu solo, coloro che gli stavano attorno con i dodici lo interrogarono sulla parabola. 11 Ed egli disse loro: «A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a coloro che sono di fuori tutte queste cose si propongono in parabole, 12 affinché: “Vedendo, vedano ma non intendano; udendo, odano ma non comprendano, che talora non si convertano e i peccati non siano loro perdonati”». 13 Poi disse loro: «Non comprendete questa parabola? E come comprenderete tutte le altre parabole? 14 Il seminatore è colui che semina la parola.
Parabola della lampada
21 Disse loro ancora: «Si prende forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? Non la si mette piuttosto sopra il candeliere? 22 Poiché non c’è nulla di nascosto che non sia manifestato, né nulla di segreto che non sia palesato. 23 Chi ha orecchi da udire, oda!». 24 Disse loro ancora: «Fate attenzione a ciò che udite. Con la stessa misura con cui misurate, sarà misurato a voi; e a voi che udite sarà dato di più. 25 Poiché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, gli sarà tolto anche quello che ha».
Parabola del Seme
26 Disse ancora: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme in terra. 27 Ora la notte e il giorno, mentre egli dorme e si alza, il seme germoglia e cresce senza che egli sappia come. 28 Poiché la terra produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. 29 E, quando il frutto è maturo, il mietitore mette subito mano alla falce perché è venuta la mietitura».
Parabola del granello di senape
30 Disse ancora: «A che cosa paragoneremo il regno di Dio? O con quale parabola lo rappresenteremo? 31 Esso è simile a un granello di senape che, quando è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; 32 ma, dopo che è stato seminato, cresce e diventa il più grande di tutte le erbe, e mette rami così grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi sotto la sua ombra». 33 E con molte parabole di questo genere annunciava loro la parola, come essi erano in grado di capire. 34 E non parlava loro senza parabole; ma in privato ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Gesù acqueta la tempesta
35 Or in quello stesso giorno, fattosi sera, disse loro: «Passiamo all’altra riva». 36 E i discepoli, licenziata la folla, lo presero con loro, così come egli era, nella barca. Con lui c’erano altre barchette. 37 Si scatenò una gran bufera di vento e le onde si abbattevano sulla barca, tanto che questa si riempiva. 38 Egli intanto stava dormendo a poppa, su un guanciale. Essi lo destarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che noi periamo?». 39 Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci e calmati!». E il vento cessò e si fece gran bonaccia. 40 Poi disse loro: «Perché siete voi così paurosi? Come mai non avete fede?». 41 Ed essi furono presi da gran timore e dicevano tra loro: «Chi è dunque costui al quale anche il vento e il mare ubbidiscono?».
In questo passaggio della Bibbia, Gesù parla ai suoi discepoli di parabole, di semina, e soprattutto della lampada. Gesù, usava utilizzare degli esempi e delle parabole che erano conosciuti dalle persone che ascoltavano, utilizzava i contesti storici e soprattutto la parola; infatti, portava degli esempi nella Torà.
Nell Antico Testamento si parla della menorà che è la lampada a sette bracci del tabernacolo. Così facendo, i discepoli poterono ricordare meglio. Nel tabernacolo, la lampada non viene messa in modo nascosto, deve essere esposta perché deve fare luce, e allo stesso tempo anche la nostra vita deve fare luce, del regno di Dio, di quello che il Signore semina. Altro esempio che fa Gesù è il seme che cresce da solo. Il regno di Dio è come uno che getta il seme nel terreno, che dorme, veglia, e il seme germoglia e cresce senza che egli sappia come. E infine gli dice che il regno di Dio è come un granello di senape, che è il seme più piccolo, ma diventa un albero mostruoso.
Gesù, attraverso tutti questi esempi e parabole, sta preparando i discepoli ad affrontare una tempesta. Gesù sta facendo un insegnamento sulla fede.
La Bibbia dice che la fede viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio. Allora, quando lui racconta la prima parabola dei terreni afferma che “La semina è la parola, il seme è la parola”. Perciò, quando lui arriva ad affrontare la tempesta, a provare la fede dei suoi discepoli, prima li prepara e poi li affronta. Perché, la nostra vita sarà sempre esposta a prove, sarà sempre esposta a situazioni che stritolano la tua fede, che mettono in discussione quello che tu credi. Gesù, per esempio, quando parla del regno di Dio, che è un seme che è come semina.
Qui prende esempio da Isaia 55:
“Così è dalla mia parola quando viene seminata essa non torna a me a vuoto”.
Così anche noi, quando noi seminiamo la parola di Dio nella nostra vita, noi ci stiamo preparando.
Ma a che cosa ci stiamo preparando? Ci stiamo preparando alle prove. Ma bisogna stare attenti al tipo di fede che tu stai costruendo nel tuo cuore, nella tua anima e nella tua mente.
Anzi, il processo è inverso, nella tua mente, nella tua anima, e nel tuo cuore. Noi dobbiamo stare attenti se stiamo costruendo un tipo di fede dove noi stiamo chiedendo a Dio di cancellare le prove della nostra vita.
La Bibbia dice che noi sgridiamo le tentazioni, fuggiamo dalle tentazioni, ma la stessa Bibbia dice che c’è una grande gioia nelle prove che veniamo ad affrontare.
In Giacomo sta scritto: “Provate una grande gioia quando vi trovate nelle svariate prove, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza.”
Quindi, le prove misurano il tuo carattere. Quando arriva un momento difficile, la prova misura la quantità di visione che tu hai di Dio. Misura quanto è grande la visione di Dio che hai costruito nella tua vita.
Questa verrà misurata nel momento in cui devi affrontare una prova. Allora Gesù prima di portarli ad una prova li prepara con quattro parabole. Gli porta degli esempi a loro ricordabili, gli parla della lampada che loro già conoscevano. Gli parla del seme citando Isaia, gli parla del granello di senape che loro sapevano che storicamente veniva utilizzato come esempio per raccontare anche nel Talmud, che è uno dei libri ebraici per raccontare che il granello di senape rappresenta quella potenza che c’è nel minimo, ma che diventa una cosa mostruosa. Allora, alcune volte noi dimentichiamo la potenza che è presente anche in una piccola parola che stiamo seminando. Anche evangelizzare sé stessi significa mettere dei semi nel nostro cuore.
E se anche tu metti un piccolo seme, un verso, una parola, una dichiarazione di fede, un canto cantato con tutto il cuore stai seminando nella tua vita per il regno di Dio. Ma quanto abbiamo seminato? Quanto seme c’è nel nostro cuore, quanto seme c’è nella nostra vita?
Cosa sto seminando dentro di me?” Gesù sta preparando la fede dei suoi discepoli, ma probabilmente le parabole erano troppo fresche perché la fede dei discepoli non è pronta.
I discepoli non stanno affrontando una cosa che non avevo mai visto nella loro vita. Forse oggi la tempesta è ancora più forte del solito e la cosa che loro stavano sperimentando è che avevano paura. La paura è legittima. Il problema non è la loro paura. Il problema è la reazione alla tua paura.
La paura, se tu non reagisci, paralizzerà la tua fede. I discepoli conosco bene queste tipo di tempeste ma reagiscono in modo negativo.
Loro avevano già visto la guarigione del paralitico, avevano visto la guarigione del lebbroso, avevano visto la donna cacciata dagli spiriti impuri, ecc ma si meravigliano comunque di Gesù.
Prima vedevano il dono di guarigione, adesso vedono il dono di potenti operazioni. Però, i discepoli erano preparati a chi fosse Gesù, erano pronti. Non stavano scoprendo qualcosa di nuovo.
E qui c’è un grande insegnamento che la nostra fede non dipende dai miracoli del passato.
Ci sono persone che hanno ricevuto grandi miracoli nella loro vita e hanno lasciato il Signore perché, quando la fede è gestita da una posizione ferma e di convenzione di rimanere nel Signore e non è gestita dalle tue emozioni, a prescindere da qualsiasi situazione tu passi nella tua vita, tu realizzi la potenza di Dio e che comunque Dio è grande, che Dio è potente e che ci saranno momenti in cui una prova sarà superata. Ma ci saranno momenti in cui una prova non sarà superata. Ci saranno momenti in cui tu vedrai dei miracoli e ci saranno momenti in cui non li vedrai miracoli. Ci saranno anche momenti in cui la tua fede viene messa in discussione e così succede nella nostra vita.
Le tempeste sono prevedibili ma non sono evitabili. Ma la preghiera che noi facciamo non è di allontanare le tempeste, ma è: “Signore, fortifica la mia fede”. Amen.
Fortificare la fede avviene dalle piccole cose. I discepoli non hanno messo fiducia perché loro si sono appoggiati al loro intendimento, non hanno messo fede e hanno dubitato di Gesù.
Sì, hanno capito le parabole, ma ancora la parabola era solo entrata nella testa, non era scesa nel cuore.
Seminare fede nella nostra vita è qualcosa che deve essere intenzionale, deve essere qualcosa che non dipende dalle emozioni. Il Signore vuole seminare dei piccoli granelli di senape dentro di noi affinché questi possano crescere.