Con la deportazione in Babilonia Daniele arriva in un territorio il cui contesto è piuttosto complicato. Babilonia era una città con un’estensione di 100km quadrati, c’erano più di mille templi a dei pagani.
Gli abitanti del posto dovevano obbligatoriamente parlare la lingua dei Caldei, adottatene la cultura e adorare i loro dei.
Daniele 6/1 “Piacque a Dario di stabilire sul regno centoventi satrapi, i quali fossero preposti su tutto il regno, 2 e sopra di loro tre prefetti, di cui uno era Daniele, ai quali quei satrapi dovevano render conto, perché il re non ne soffrisse alcun danno. 3 Ora questo Daniele eccelleva sugli altri prefetti e satrapi, perché in lui c’era uno spirito superiore, e il re pensava di stabilirlo sopra tutto il regno. 4 Allora i prefetti e i satrapi cercarono di trovare un pretesto contro Daniele riguardo l’amministrazione del regno, ma non poterono trovare alcun pretesto o corruzione, perché egli era fedele e non si potè trovare in lui alcun errore o corruzione. 5 Allora quegli uomini dissero: «Non troveremo mai nessun pretesto contro questo Daniele, eccetto che lo troviamo contro di lui nella legge stessa del suo Dio». 6 Allora quei prefetti e satrapi si radunarono tumultuosamente presso il re e gli dissero: «O re Dario, possa tu vivere per sempre! 7 Tutti i prefetti del regno, i governatori e i satrapi, i consiglieri e i comandanti si sono consultati insieme per promulgare un editto reale e fare un fermo decreto, in base ai quali chiunque durante trenta giorni rivolgerà una richiesta a qualsiasi dio o uomo all’infuori di te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni. 8 Ora, o re, promulga il decreto e firma il documento, in modo che non possa essere cambiato in conformità alla legge dei Medi e dei Persiani, che è irrevocabile». 9 Il re Dario quindi firmò il documento e il decreto. 10 Quando Daniele seppe che il documento era stato firmato, entrò in casa sua. Quindi nella sua camera superiore, con le sue finestre aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si inginocchiava, pregava e rendeva grazie al suo Dio, come era solito fare prima. 11 Allora quegli uomini accorsero tumultuosamente e trovarono Daniele che stava pregando e supplicando il suo Dio. 12 Così si avvicinarono al re e parlarono davanti a lui del decreto reale: «Non hai tu firmato un decreto in base al quale chiunque durante trenta giorni farà una richiesta a qualsiasi dio o uomo all’infuori di te, o re, sarebbe gettato nella fossa dei leoni?». Il re rispose e disse: «La cosa è stabilita in conformità alla legge dei Medi e dei Persiani, che non può essere alterata». 13 Allora quelli ripresero a dire davanti al re: «Daniele, che è uno degli esuli di Giuda, non mostra alcun riguardo per te, o re, o per il decreto che hai firmato, ma rivolge suppliche al suo Dio tre volte al giorno». 14 All’udire ciò, il re ne fu grandemente dispiaciuto e si mise in cuore di liberare Daniele, e fino al tramonto del sole si affaticò per strapparlo dalle loro mani. 15 Ma quegli uomini vennero tumultuosamente dal re e gli dissero: «Sappi, o re, che è legge dei Medi e dei Persiani che nessun decreto o editto promulgato dal re può essere cambiato». 16 Allora il re diede l’ordine e Daniele fu portato via e gettato nella fossa dei leoni. Ma il re parlò a Daniele e gli disse: «Il tuo Dio, che tu servi del continuo, sarà egli stesso a liberarti». 17 Poi fu portata una pietra, che fu messa sulla bocca della fossa; il re la sigillò con il suo anello e con l’anello dei suoi grandi, perché la decisione riguardo a Daniele non fosse cambiata. 18 Allora il re si ritirò nel suo palazzo e passò la notte digiunando; non fu portato davanti a lui alcun musicista e anche il sonno lo abbandonò. 19 La mattina dopo il re si alzò molto presto e si recò in fretta alla fossa dei leoni. 20 Giunto vicino alla fossa, chiamò Daniele con voce accorata; il re prese a dire a Daniele: «Daniele, servo del Dio vivente, il tuo Dio, che tu servi del continuo ha potuto liberarti dai leoni?». 21 Allora Daniele disse al re: «O re, possa tu vivere per sempre! 22 Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso le bocche dei leoni, ed essi non mi hanno fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente davanti a lui; ma anche davanti a te, o re, non ho fatto alcun male». 23 Allora il re fu ripieno di gioia e ordinò di tirar fuori Daniele dalla fossa. Così Daniele fu tirato fuori dalla fossa e non si trovò su di lui alcuna lesione, perché aveva confidato nel suo Dio“
Sappiamo tutti che Dio è fedele, ma per vivere personalmente la Sua fedeltà dobbiamo metterci nella condizione che Lui possa dimostrarcela, proprio come fece Daniele che non si fece intimorire dall’editto del re e continuò a pregarlo senza avere paura delle conseguenze.
Ci sono delle condizioni che dobbiamo mantenere per “potercela fare”:
1.Costanza nella preghiera
La fedeltà di Dio va vissuta e creduta nel rapporto di preghiera intima e quotidiana.
Dopo la promulgazione dell’editto del re, Daniele ha continuato a fare ciò che faceva prima, ovvero pregare tre volte al giorno nella sua cameretta.
Anche Gesù ha detto in Matteo 6/6 “Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la tua porta e prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà pubblicamente”
In accordo a questi versi è come se Daniele non avesse vinto soltanto nel momento in cui è stato gettato nella fossa dei leoni ma aveva già vinto in preghiera in casa sua, soltanto dopo è stato preservato dai leoni nella fossa.
Se hai bisogno di giustizia perché qualcosa sta andando in modo ingiusto nella tua vita abbi la stessa attitudine di Daniele inginocchiati e prega.
Daniele significa Dio è il mio giudice!
Quando stai con le ginocchia piegate davanti a Dio non avrai tempo di ascoltare i pensieri che bombardano la tua mente, che ti accusano e ti giudicano.
Tu non sei il risultato del contesto in cui vivi ma di ciò che credi nel tuo cuore e che confessi con la tua bocca.
Daniele non ha avuto timore dell’editto non si è nascosto e non ha cambiato il suo ritmo spirituale. La finestra della sua cameretta era rivolta verso Gerusalemme, la terra santa, in realtà essa non si poteva vedere a vista d’occhio perché era troppo distante, questo parla del fatto che Daniele, quando pregava, aveva lo sguardo rivolto verso Dio e non verso quello che gli stava accadendo attorno.
La presenza di Dio, quella che tu cerchi intenzionalmente, è la migliore cura per la tua mente.
2.Constanza nella fedeltà
Daniele 6/5 “Allora quegli uomini dissero: «Non troveremo mai nessun pretesto contro questo Daniele, eccetto che lo troviamo contro di lui nella legge stessa del suo Dio».
Gli uomini sapevano che non avrebbero trovato nulla per cui accusarlo perché era un uomo fedele, era costante nella fedeltà a Dio e inoltre è stato leale anche nei confronti del re che però non si era meritato questo trattamento, visto che non lo aveva difeso.
Daniele è rimasto fermo pur non avendo la certezza che sarebbe sopravvissuto nella fossa dei leoni.
Non fare compromessi nella tua vita solo perché la cultura in cui vivi li approva, la tua fedeltà non ti toglie dai problemi ma dà gloria a Dio. Stai fermo in Lui perché a volte non ti farà cadere nella fossa, altre invece ci finirai dentro ma Lui ti salverà ! Se Daniele non avesse avuto una relazione così forte con Dio forse non si sarebbe fatto buttare dentro la fossa, avrebbe avuto paura e avrebbe cercato un’altra soluzione, ma così come è scritto “il giusto è sicuro come un leone” (PROV.28/1) non ha rinnegato Dio, sapendo in cuor suo che quella era la cosa giusta da fare costasse anche la sua vita.
Non preoccuparti se non hai risultati della tua giustizia perché alla fine Dio vincerà sempre !
3.Costanza nel carattere
Daniele non si conformava alle circostanze e alle persone con cui stava, non diventava peccatore con i peccatori, caldeo con i caldei.
Aveva una personalità spirituale che non cambiava e anche se onorava e serviva il re non si conformava alle situazioni e alla cultura.
Non devi piacere alle persone commettendo peccati ma devi piacere a Dio e quando piaci a Dio allora piacerai anche alle persone, non perché stai portando loro a te ma perché stai presentando Gesù.
Luca 6/45 “la bocca parla dell’abbondanza del cuore”
Daniele 6/23 Così Daniele fu tirato fuori dalla fossa e non si trovò su di lui alcuna lesione, perché aveva confidato nel suo Dio”
Potrai passare dei momenti difficili ma rimarrai perfetto nella fede se rimani fermo nella giustizia di Dio!