“Parabole: il viaggiatore e la sua meta” Marco Esposito

Ascolta la registrazione audio


 

Le parabole ci raccontano storie bellissime, attuali, tratte da una storia vera: la vita di Cristo Gesù.

LUCA 10:29-37 29Ma egli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?» 30Gesù rispose: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e s’imbkatté nei briganti, che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada, ma quando lo vide, passò oltre dal lato opposto. 32Così pure un Levita, quando giunse in quel luogo e lo vide, passò oltre dal lato opposto. 33Ma un Samaritano, che era in viaggio, giunse presso di lui e, vedendolo, ne ebbe pietà; 34avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. 35Il giorno dopo, presi due denari, li diede all’oste e gli disse: “Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno”. 36Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté nei ladroni?» 37Quegli rispose: «Colui che gli usò misericordia». Gesù gli disse: «Va’, e fa’ anche tu la stessa cosa».

Questa è una delle parabole più conosciute, non solo nell’ambito del cristianesimo. Quando Gesù raccontava questa parabola metteva l’accento sull’amore verso il prossimo ma questa parabola parla anche di altro. Il buon Samaritano racconta la storia di un viaggio, dove un uomo partiva da Gerusalemme e andava a Gerico. Per esattezza da Gerusalemme a Gerico si scendeva. Gerusalemme infatti si trova a 670 metri sopra il livello del mare mentre Gerico si trova a 250 metri sotto il livello del mare. Gerico è considerata la città più bassa del mondo rispetto al livello del mare. Quest’uomo, quindi si allontana da Gerusalemme, la città Santa, per scendere ad un livello più basso, metaforicamente parlando stava andando a toccare il fondo. A quel livello così basso stavano anche Sodoma e Gomorra. Su quella strada incontra anche i ladroni che lo lasciano coperto di ferite e mezzo morto. Ma poi arriva il buon Samaritano che rappresenta qui Gesù Cristo il Signore che può sanare tutte le nostre ferite. Il buon Samaritano versa sulle ferite di quell’uomo olio e vino. Il significato di ciò lo troviamo in

SALMI 104:14-15 14Egli fa germogliare l’erba per il bestiame, le piante per il servizio dell’uomo; fa uscire dalla terra il nutrimento: 15il vino che rallegra il cuore dell’uomo, l’olio che gli fa risplendere il volto e il pane che sostenta il cuore dei mortali. Questo è ciò che fa Dio per il cuore dell’uomo. Questo Salmo parla anche del pane, Gesù non lo cita nella storia precedente e questo perché Lui ci soccorre, ci dà l’aiuto immediato ma poi sta a noi nutrirci di quel pane, Lui non obbliga nessuno.

LUCA 15:11-16 11Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni. 13Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. 14Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. 16Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. Anche qui vediamo un viaggio, il figlio partì e si allontanò dal padre e dissipò tutto ciò che aveva, in quel luogo ci fu anche una carestia ma la casa del padre non ne risentì. Il figlio si ridusse a non poter mangiare neanche il cibo destinato ai porci perchè nessuno gliene dava. Magari se lui avesse incontrato un buon Samaritano, questi gli avrebbe ricordato le ricchezze presenti nella casa del padre ma andò diversamente.

LUCA 15:16-24 17Allora, rientrato in sé, disse: “Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: ‘Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: 19non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi’”. 20Egli dunque si alzò e tornò da suo padre. Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò. 21E il figlio gli disse: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. 22Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; 23portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato”. E si misero a fare gran festa. l padre corse verso il figlio ma prima il figlio dovette scegliere di tornare al padre. Attraverso le parabole Dio ci rivela cose nuove, in base alla stagione della vita che stiamo attraversando. Queste due storie non ci dicono cosa è successo dopo, non sappiamo la direzione che il viandante ha preso dopo l’aiuto del samaritano e neanche se il figlio sia rimasto con il padre o sia andato via di nuovo. Queste storie parlano di una scelta e la differenza sta nel ravvedersi, sta nel capire se quella che stai percorrendo è la strada giusta. Fai ogni giorno la tua scelta e prendi la strada che porta a Gerusalemme. La questione del ravvedersi è biblica e la vediamo nei due versi a seguire.

MATTEO 3:1-2 1In quei giorni venne Giovanni il battista, che predicava nel deserto della Giudea, e diceva: 2«Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino». MATTEO 4:17 17Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino». E’ bello vedere come Giovanni diceva le stesse parole che poi disse Gesù. Il Regno dei cieli è ciò che ci deve spingere ad andare al Padre, la meta è il Regno dei cieli. A volte perdiamo di vista la meta che è da sogno e insieme ad essa troveremo anche dei premi.

Ci sono tre tipi ravvedimento:

  1. Intellettuale: l’uomo realizza che quella che sta percorrendo non è la strada giusta e si ravvede. Qui è fondamentale l’evangelizzazione, la predicazione, il volantinaggio, la condivisione della Parola di Dio online ed anche le opere sociali;
  2. Emotivo: quando l’uomo realizza che quella non è la direzione giusta e immediatamente qualcosa cambia a livello emotivo. 2 CORINZI 7:10 10Perché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c’è mai da pentirsi; ma la tristezza del mondo produce la morte. Non importa se sei in treno o a piedi, se sei povero o ricco, quante fermate hai fatto, ciò che importa veramente è trovare la direzione giusta;
  3. Pratico: realizzi che la direzione è sbagliata e allora la cambi ma costa fatica. La strada per Gerusalemme non è in discesa ma in salita, però inizi a respirare aria pulita, vedi il panorama e potresti diventare tu il buon Samaritano per qualcun altro. Ai tempi i Samaritani erano considerati i peggiori ed oggi il peggio viene detto anche dei cristiani che credono ancora alle favole ma proprio per questo i cristiani non devono arrendersi e devono continuare a parlare di Gesù perchè solo Lui è la via, la verità e la vita. Questo per portare più persone possibili verso la giusta meta. Ancor di più dobbiamo parlare e far capire qual è la giusta via.

Il buon Samaritano ritornerà. A te che leggi per la prima volta e non sei ancora nella strada giusta, accetta l’aiuto del Padre, mentre tu che conosci già il Signore e sei sulla strada giusta, ritorna a Dio e fai ogni giorno quella scelta. Un finale non c’è, decidi tu che direzione vuoi prendere, che locandiere vuoi essere o che fratello maggiore vuoi essere. Però sappi che alla casa del padre si fa festa. E quindi dove vuoi andare a Gerico o a Gerusalemme?