EZECHIELE 47/1-5
“Egli mi condusse nuovamente all’ingresso del tempio, ed ecco delle acque uscivano da sotto la soglia del tempio verso est, perché la facciata del tempio guardava a est; le acque scendevano da sotto il lato destro del tempio, a sud dell’altare. Poi mi condusse fuori attraverso la porta nord e mi fece girare di fuori fino alla porta esterna, che guarda a est; ed ecco, le acque sgorgavano dal lato destro. L’uomo avanzò verso est con una cordicella in mano e misurò mille cubiti; poi mi fece attraversare le acque: mi arrivavano alle caviglie. Misurò altri mille cubiti, poi mi fece attraversare le acque: mi arrivavano alle ginocchia. Misurò altri mille cubiti, poi mi fece attraversare le acque: mi arrivavano ai fianchi. Misurò altri mille cubiti: era un fiume che non potevo attraversare, perché le acque erano cresciute; erano acque nelle quali bisognava nuotare: un fiume che non si poteva attraversare”
Ogni persona è stata creata per adempiere il piano di Dio per la sua vita e questo ha un processo che inizia quando si riconosce Gesù come Signore e Salvatore. Diventiamo il tempio dello Spirito Santo, e come nella visione di Ezechiele, dal tempio da cui prima non usciva nulla, inizia sgorgare l’acqua viva.
GIOVANNI 7/38-39
“Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d’acqua viva. Or egli disse questo dello Spirito, che avrebbero ricevuto coloro che avrebbero creduto in lui; lo Spirito Santo infatti non era ancora stato dato, perché Gesù non era stato ancora glorificato”
L’acqua alle caviglie fa parte della prima stagione di un credente in cui si deve chinare per bere e deve imparare a cercare la presenza di Dio. Anche se la presenza di Dio è ovunque occorre aprire il proprio cuore per poterla ricevere.
ISAIA 55/1
“O voi tutti che siete assetati, venite alle acque, e voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro e senza pagare vino e latte!”
GIOVANNI 4/14
“ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna”.
Dopo che il credente ha ricevuto l’acqua alle caviglie deve passare ad un’altra fase del processo che è quella in cui l’acqua arriva alle ginocchia. In questa fase si inizia a sottomettere la propria vita al Signore, si inizia a cambiare alla luce della Parola di Dio. Le ginocchia parlano di arresa a Dio e alla Sua parola.
SALMO 95/6
“Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti al Signore che ci ha fatti”
Se non ci si inginocchia volontariamente a Dio nella vita terrena si sarà costretti a farlo in futuro, quando ci sarà il giudizio, infatti, in quel momento tutti dovranno inginocchiarsi davanti a Dio.
FILIPPESI 2/10
“affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.”
Poi l’acqua arriva ai fianchi. Questa è la fase in cui il credente si deve fortificare, riconoscendo davanti a Dio quali sono le proprie debolezze per affrontarle, eliminarle e diventare così più forte.
Efesi 6/14
“State dunque saldi, avendo preso la verità a cintura dei fianchi, essendovi rivestiti della corazza della giustizia”
Occorre lavorare sulle proprie debolezze, analizzarle, studiarle per fortificarsi.
Ci saranno cose in noi che deve cambiare il Signore e altre che invece dobbiamo cambiare noi stessi.
SALMO 32/8
“Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te”
La fase ancora più profonda e intima con il Signore si ha quando ci lasciamo trasportare dal Signore dove Lui vuole e si realizza in noi il verso Proverbi 21/1
“Il cuore del re in mano all’Eterno è come i corsi d’acqua; lo dirige dovunque egli vuole”
La vera forza è una debolezza trasformata non è una debolezza mascherata!!
Una debolezza mascherata è una forza finta, una debolezza cambiata è una forza vera, perchè è una debolezza che non tornerà mai più. Ecco perchè ognuno di noi deve permettere al Signore di lavorare in noi in modo profondo.
ROMANI 6/3-4
“Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi, dunque, siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita”
La visione di Ezechiele racconta alla fine che ovunque arrivava quell’acqua portava guarigione, questo è quello che il Signore vuole fare, vuole benedire e guarire ogni persona attraverso di noi.