“Dio ha uno scopo per la tua vita” Sebastiano Russo

Giudici 6:11
Poi venne l’Angelo dell’Eterno e si sedette sotto la quercia di Ofrah, che apparteneva a Joash, Abiezerita, mentre suo figlio Gedeone batteva il grano nello strettoio, per sottrarlo ai Madianiti.
12 L’Angelo dell’Eterno gli apparve e gli disse: «L’Eterno è con te, o guerriero valoroso!».

Ci collochiamo in un periodo storico molto critico per il popolo d’Israele, assoggettato e oppresso dai Madianiti, un popolo che adorava l’altare di Baal. Nel libro dei Giudici, Gedeone faceva parte di una delle famiglie di Israele ed era il più piccolo della casa di suo padre.

Quando la Bibbia tratta dell’Angelo del Signore, lo identifica con Gesù. Dio si siede lì dove Gedeone tagliava il grano, e lo incoraggia e gli dice che è un uomo forte e valoroso.

13 Gedeone gli rispose: «Signore mio, se l’Eterno è con noi, perché mai ci è avvenuto tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato dicendo: “Non ci fece l’Eterno uscire dall’Egitto?”. Ma ora l’Eterno ci ha abbandonato e ci ha dato nelle mani di Madian»

Gedeone si è sentito abbandonato. Aveva sentito parlare della fede dei padri, ma non era una fede che aveva ancora sperimentato, ma Dio lo incoraggia dicendogli “ forte “e “valoroso”.

14 Allora l’Eterno si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian. Non sono io che ti mando?».

15 Egli gli rispose: «O mio Signore, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più debole di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre».
16 L’Eterno gli disse: «Ma io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo».

Gedeone si sentiva molto piccolo ed inferiore, perchè la sua famiglia era la più piccola.

Mentre stava trebbiando il grano di nascosto, di quale forza sta parlando Dio? Il Signore gli sta dicendo di usare questa forza che lui ha per potersi esprimere, per iniziare a camminare, perché il Signore metterà la forza dello Spirito dentro di lui.

Gedeone si sentiva debole, e piccolo, ma Dio si usa di persone comuni per compiti straordinari.

17 Gli disse allora Gedeone: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che sei tu che parli con me.
18 Deh, non te ne andare di qui prima che io torni da te, ti porti la mia oblazione di cibo e te la metta davanti».
L’Eterno disse: «Aspetterò finché tu ritorni».

19 Allora Gedeone entrò in casa e preparò un capretto e delle focacce azzime con un’efa di farina; mise la carne in un canestro e il brodo in una pentola, li portò a lui sotto la quercia e glieli offrì.
20 L’Angelo di DIO gli disse: «Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa roccia e versavi sopra il brodo». Ed egli fece così.
21 Allora l’Angelo dell’Eterno stese la punta del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; e dalla roccia salì un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime; poi l’Angelo dell’Eterno scomparve dai suoi occhi.
22 Così Gedeone si rese conto che era l’Angelo dell’Eterno, e disse: «Ahimè, o Signore, o Eterno! Poiché ho visto l’Angelo dell’Eterno faccia a faccia!».
23 L’Eterno gli disse: «La pace sia con te; non temere, non morrai!».
24 Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare all’Eterno e lo chiamò «Jehovah Shalom». Esso si trova anche oggi a Ofrah degli Abiezeriti.

25 In quella stessa notte l’Eterno gli disse: «Prendi il toro di tuo padre e il secondo toro di sette anni, demolisci l’altare di Baal che appartiene a tuo padre e abbatti l’Ascerah che gli sta vicino;
26 poi costruisci un altare all’Eterno, il tuo DIO, in cima a questa roccia nell’ordine dovuto; prendi quindi il secondo toro e offrilo in olocausto sulla legna dell’Ascerah che avrai abbattuto».
27 Allora Gedeone prese dieci uomini fra i suoi servi e fece come l’Eterno gli aveva detto; ma poiché aveva paura della casa di suo padre e della gente della città, invece di farlo di giorno, lo fece di notte.
28 Quando il mattino seguente la gente della città si alzò, vide che l’altare di Baal era stato demolito, che l’Ascerah postovi accanto era abbattuto e che il secondo toro era offerto in olocausto sull’altare che era stato costruito.
29 E si dissero l’un l’altro: «Chi ha fatto questo?». Quando poi si informarono e chiesero, fu loro detto: «Gedeone, figlio di Joash ha fatto questo».
30 Allora la gente della città disse a Joash: «Conduci fuori tuo figlio e sia messo a morte, perché ha demolito l’altare di Baal e ha abbattuto l’Ascerah che gli stava vicino».
31 Joash rispose a tutti quelli che si levavano contro di lui: «Volete voi difendere la causa di Baal o venirgli in aiuto? Chi vorrà difendere la sua causa sarà messo a morte prima di domani mattina. Se egli è dio, difenda da sé la sua causa, poiché hanno demolito il suo altare».
32 Perciò quel giorno Gedeone fu chiamato Jerubbaal, perché si disse: «Sia Baal a combattere contro di lui, poiché egli ha demolito il suo altare».

33 Or tutti i Madianiti, gli Amalekiti e i figli dell’est si radunarono, passarono il Giordano, e si accamparono nella valle di Jezreel.
34 Ma lo Spirito dell’Eterno investì Gedeone che suonò la tromba; e gli Abiezeriti furono convocati per seguirlo.
35 Egli mandò anche messaggeri in tutto Manasse, che fu pure convocato per seguirlo; mandò inoltre messaggeri nelle tribù di Ascer, Zabulon e di Neftali, le quali salirono a incontrare gli altri.

Dio sapeva cosa avrebbe fatto, Dio sa cosa può fare con la tua debolezza in qualsiasi situazione. Il nostro compito è essere ubbidienti. Gesù è venuto per dare vita e speranza a tutti coloro che hanno problemi attraverso la forza dello Spirito. Con la forza che usiamo per lamentarci, Dio vuole che prendiamo questa forza e camminiamo, perché Lui metterà la Sua forza dentro di noi ed è quello che farà la differenza. Dio ha simpatia delle nostre debolezze, è misericordioso, e non giudica mai quando viviamo un momento di sconforto. Così, anche per Gedeone, Dio lo ha incoraggiato.

Gedeone, per ubbidienza, demolì l’altare di Baal e costruì un altare a Dio, così facendo, inizia a fidarsi di Dio, fortificando la sua fede.

Giudici 6:36-40
Il segno del vello

36 Poi Gedeone disse a DIO: «Se intendi salvare Israele per mia mano, come hai detto,
37 ecco, io metterò un vello di lana sull’aia: se c’è rugiada soltanto sul vello e tutto il terreno all’intorno rimane asciutto, allora saprò che intendi salvare Israele per mia mano, come hai detto».
38 E così avvenne. Il mattino dopo Gedeone si levò per tempo, strizzò il vello e ne spremette la rugiada; ne uscì una coppa piena d’acqua.
39 Ma Gedeone disse ancora a DIO: «Non si accenda la tua ira contro di me; io parlerò ancora una volta. Deh, lasciami fare la prova col vello ancora una volta soltanto. Rimanga asciutto solo il vello e ci sia rugiada su tutto il terreno all’intorno».
40 E DIO fece così quella notte: soltanto il vello rimase asciutto, e ci fu rugiada su tutto il terreno all’intorno.

Gedeone, come succede anche noi, inizia a chiedere ancora un altro segno da parte di Dio, ossia quello del vello. Gedeone credeva, e non aveva messo in dubbio Dio, nonostante la controversia situazione che stava affrontando. Per aver distrutto l’altare di Baal, per ubbidienza a Dio, il popolo di Madian lo voleva combattere, e per mano dell’Eterno il loro numero era nettamente superiore agli uomini di Gedeone.

2 Allora l’Eterno disse a Gedeone: «Per me la gente che è con te è troppo numerosa, perché io dia Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi di fronte a me e dire: “È la mia mano che mi ha

La nostra fede non dipende dalle emozioni, anche quando accadono momenti difficili. Sono piuttosto le emozioni ad accompagnare la fede. La fede non si nutre di sentimenti, ma dello Spirito di Dio e del tempo trascorso nella Sua presenza. È proprio nelle prove che la fede cresce e si fortifica.

Quali altari dobbiamo abbattere nella nostra vita?

Spesso ci costruiamo “luoghi sacri” di conforto, ma senza accorgercene questi diventano altari che prendono il posto di Dio.

Gesù, che ha sempre mostrato rispetto e amore, non fu rispettato dal Suo popolo, caduto nell’idolatria.

Egli è andato sulla croce affinché potessimo avere grazia e riscattarci dalla maledizione.

Come ai tempi di Gedeone, quando 22.000 uomini tornarono indietro e ne rimasero solo 10.000, e infine ne rimasero 300. Ci sono momenti in cui Dio ti vuole in piedi e momenti in cui ti vuole in ginocchio.

4 L’Eterno disse a Gedeone: «La gente è ancora troppo numerosa; falli scendere all’acqua, e là io li metterò alla prova per te. Colui del quale ti dirò: “Questi venga con te”, verrà con te; e colui del quale ti dirò: “Questi non venga con te”, non verrà».

5 Gedeone fece dunque scendere la gente all’acqua; e l’Eterno gli disse: «Tutti quelli che lambiranno l’acqua con la lingua, come la lambisce il cane, li metterai da parte; e così farai con tutti quelli che per bere si metteranno in ginocchio».
6 Il numero di quelli che lambirono l’acqua portandosela alla bocca nella mano fu di trecento uomini; tutto il resto della gente si mise in ginocchio per bere l’acqua.
7 Allora l’Eterno disse a Gedeone: «Mediante questi trecento uomini che hanno lambito l’acqua io vi salverò e darò i Madianiti nelle tue mani. Tutti gli altri tornino ciascuno a casa sua».

Giudici 7:13-14

13 Quando Gedeone arrivò, ecco un uomo raccontava un sogno al suo compagno e diceva:
«Ho appena fatto un sogno; mi pareva di vedere un pane d’orzo rotolare nell’accampamento di Madian, giungere alla tenda e colpirla, così da farla cadere, rovesciarla e farla crollare».
14 Allora il suo compagno gli rispose e disse:
«Questo non è altro che la spada di Gedeone, figlio di Joash, uomo d’Israele; nelle sue mani DIO ha dato Madian e l’intero accampamento».

Il Pane – Gesù rappresenta il pane della vita ed il suo corpo. E’ un pane che rotolava…

L’esempio di Gedeone ci insegna che Dio può usare anche persone insicure, purché siano obbedienti. Dio si è servito di Gedeone per liberare Israele dalla sua ribellione.

Egli chiama uomini e donne comuni per compiti straordinari. Dio ha bisogno di persone che Lui stesso ha già affermato, non secondo il giudizio umano.

Dobbiamo lasciare ogni difficoltà fuori dal nostro cuore, perché Dio ha uno scopo preciso per la nostra vita.

Permettiamo allo Spirito Santo di infondere in noi la Sua forza. Non siamo il frutto di un momento d’intimità o di una circostanza, ma il risultato della volontà di Dio.

Come dice il Salmo 139:13:
“Tu mi hai formato nel grembo di mia madre.”

Credi nella battaglia che stai affrontando, perché la vittoria miracolosa viene da Dio.

L’esempio di Gedeone, ci incoraggia che, anche quando siamo pochi o soli, la possibilità di vedere la vittoria nelle mani del Signore è più grande.

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